Material Terminal

Material Terminal

Material Terminal

Sotto l’interfaccia colorata e reattiva di Android si nasconde un cuore Linux ed un sistema flessibile, confezionato per un’accurata gestione delle risorse.

Molti non dimenticano questo aspetto, in buona parte programmatori e sistemisti che sono interessati a vivere il Robottino Verde dall’interno e per questo necessitano di un terminale che permetta di muoversi nel sistema come in una comune distribuzione Linux: Material Terminal fa al caso loro.

L’applicazione è curata da vari punti di vista: ha un’interfaccia personalizzabile per aggiustare la leggibilità secondo le proprie necessità, dispone di finestre multiple e delle codifiche di caratteri UTF-8 in modo da permettere la compatibilità con gli alfabeti più vari.

Il suo funzionamento è quello di un vero terminale che permette di attivare comandi, verificare la disposizione delle risorse memorizzate, monitorare processi o, se si è dei programmatori, interagire con quanto si è salvato su disco con la propria app, ad esempio, su un database Sqlite o su file.

Importante notare che il software è finalizzato a scopi perfettamente legali, non al rooting del dispositivo, tantomeno a contraffazioni: il fatto che si possa operare al suo interno senza passare per l’interfaccia non significa che Android abbassi le difese ma semplicemente che offre delle vie di dialogo diverse.

 

Windows 10, notifiche aggiornate

Windows 10, notifiche aggiornate

Windows 10, notifiche aggiornate

Microsoft rinnoverà l’Action Center del nuovo sistema operativo con funzionalità cloud, compatibilità Android e altro ancora. Obbligatorio usare un account di Redmond, indispensabile Cortana.

Oltre a inglobare un sottosistema Linux necessario al funzionamento della shell Bash, Windows 10 potrà presto contare su un Action Center dotato di funzionalità a tutto mobile. Di particolare rilevanza, la compatibilità con i gadget Android, sebbene la novità non sia proprio adatta agli utenti che preferiscono la privacy alla messaggistica anche su computer.

L’Action Center di Windows 10 è già dotato di funzionalità “cloud” con la possibilità di sincronizzare diversi dispositivi che fanno uso dell’OS, e l’upgrade in arrivo per l’Anniversary Edition del sistema collegherà questa possibilità con i gadget Android per mezzo dell’assistente digitale Cortana.

Accedendo ad Android e Cortana con un account Microsoft, gli utenti di Windows 10 potranno visualizzare o interagire in maniera completa con le notifiche Android. Un modo per facilitare ulteriormente la vita di chi divide le proprie attività hi-tech tra l’ecosistema per computer più popolare e l’OS mobile più usato al mondo.

In futuro l’Action Center di Windows 10 sarà del tutto rinnovato, e tra le novità preannunciate da Microsoft c’è un nuovo stile di notifiche per le app universali (UWP) ridotte a icona sulla barra delle applicazioni; anche qui l’update è “mobile”, e consiste nella visualizzazione contestuale del numero di notifiche accanto all’icona delle singole app social o di messaggistica.

Acer, trittico hardware per Windows 10

Acer, trittico hardware per Windows 10

Acer, trittico hardware per Windows 10

La corporation taiwanese si unisce ai produttori statunitensi nel presentare il nuovo hardware pensato per Windows 10, dispositivi che aggiornano il passato per offrire – sostiene Acer – un’esperienza in grado di soddisfare i sensi.

Dopo HP e Dell, anche Acer ha svelato quelli che dovrebbero essere i prodotti di punta della nuova linea di dispositivi dedicati a Windows 10. La corporation asiatica promette un’esperienza ottimizzata per il nuovo OS universale di Microsoft con touchpad “intelligente”, tecnologia ColorBlast per colori “professionali” e suoni più nitidi grazie alla tecnologia TrueHarmony.

In sostanza, l’offerta natalizia di Acer per il mercato di Windows 10 include come prodotti di punta la nuova edizione del convertibile Aspire R14, un all-in-one (AIO) dalle caratteristiche insolite (Aspire Z3-700) e il phablet Jade Primo – uno dei primi gadget mobile basati su Windows 10 non sviluppati direttamente da Microsoft (Lumia).

Acer Aspire R14 è dotato di cardini più sottili e si piega come sempre a 360 gradi, con quattro modalità di utilizzo differenti (laptop, tablet, a tendina, display) in relazione al tipo di inclinazione impostata; l’hardware include le CPU Intel Core di sesta generazione Skylake, 8 GB di RAM DDR3 e DSP Purified Voice per comunicare meglio con Cortana.

Aspire Z3-700 è poi un AIO con display Full HD da 17,3 pollici votato alla flessibilità, visto che è possibile usarlo anche come un tablet “gigante” (un volta reclinato il supporto sul retro) ed è anche dotato di una batteria interna della durata di 5 ore; anche qui l’hardware aggiornato include CPU Skylake, 8 Gigabyte di RAM e storage a scelta fra SSD e HDD.

Il prezzo in Europa di Aspire R14 va dagli 800 euro a salire, mentre Aspire Z3-700 costerà un minimo di 600 euro. Nessuna notizia invece sul costo di Jade Primo, smartphone Windows 10 con display da 5,5″ (Full HD), SoC ARM a otto core (Cortex-A57) e supporto – come tutti i gadget Windows 10 Mobile – alla modalità Continuum tramite apposito dock esterno.

Acer è uno dei partner storici di Microsoft quando si parla di mercato PC, ma in questi giorni il settore deve fare i conti con le conseguenze della presentazione dell’hardware “fatto in casa” di Redmond che ha esteso la linea Surface con il convertibile Surface Book. Microsoft rassicura ma gli OEM sembrano diffidare, mentre resta tutto da verificare l’appeal del nuovo dispositivo (un tablet che vuole essere anche un laptop) in un mondo consumer che continua a premiare il brand di Apple.

Windows 10 e la privacy perduta,

Windows 10 e la privacy perduta, Microsoft affronta l’argomento

Terry Myerson di Microsoft risponde ai dubbi sollevati dagli utenti sulla privacy di Windows 10, relativamente a report di crash, telemetria, Cortana e funzionalità parentali.

Windows-10

A due mesi dal lancio di Windows 10 Microsoft ha finalmente risposte alle preoccupazioni riguardo l’aspetto della privacy del nuovo sistema operativo. La società fa sentire il proprio punto di vista sulle metodiche, forse a volta opinabili, con cui raccoglie i dati dell’utente e li utilizza: “Windows 10 raccoglie informazioni così il prodotto funzionerà meglio per il singolo utente”, scrive Terry Myerson in una serie di articoli tecnici, sottolineando che l’utente ha sempre “la possibilità di determinare quali informazioni vengono raccolte”.

Ci sono state lamentele riguardo ai contenuti dei report dei crash delle applicazioni, ma Myerson specifica che Microsoft non si appropria di file dell’utente e che la compagnia non raccoglie “informazioni che possano direttamente svelare l’identità di chi usa il sistema o l’account ad esso legato”. Microsoft ha bisogno di quelle informazioni per garantire un servizio d’assistenza il più rapido possibile, e per far sì che il roll-out delle feature di sicurezza possa avvenire anche entro le 24 ore da un ipotetico bug scoperto o per una vulnerabilità non ancora sanata.

Ci sono tre livelli di quella che la società chiama “telemetria”: Base, Avanzata, Completa. L’utente può impostare questo livello a propria discrezione, sostanzialmente interagendo con un’impostazione del sistema operativo. Anche al livello Base, però, Microsoft può ottenere dei dati sensibili (su crash e bug di varia natura), mentre ai livelli successivi riceverà anche le modalità d’uso delle applicazioni, le loro prestazioni ed altri dati. Solo gli utenti di Windows 10 Enterprise o Education possono disabilitare la telemetria del tutto, anche se la società sconsiglia questa pratica.

Anche Cortana è stata protagonista di parecchie problematiche sul piano della privacy, soprattutto perché la sua integrazione è capillare all’interno del sistema operativo. Myerson parla anche dell’assistente virtuale di Windows 10, sostenendo che l’utente “ha il pieno controllo sulle informazioni che Microsoft può raccogliere o meno, e può comunque aggiornare le impostazioni sulla privacy in ogni momento”. Il dirigente Microsoft non ha purtroppo affrontato – o ha maliziosamente aggirato – il discorso su Cortana e OneDrive che macinano dati anche dopo essere stati disabilitati.

Nessun dato, scritto o parlato, viene però conservato per essere riutilizzato da Microsoft, ma solo per essere rielaborato dall’assistente vocale così come fatto da altri servizi analoghi. Non si tratta di una funzionalità di keylogging, come del resto opinione diffusa, ma solo una funzionalità che può comunque essere disattivata da parte dell’utente.

Windows 10 inoltre include delle feature parentali che sono abilitate di default per inviare automaticamente dati sulle attività svolte ai genitori. Fra le lamentele partite dai “sostenitori” della privacy, infatti, troviamo alcune accuse nei confronti del funzionamento della funzionalità, sviluppata per inviare automaticamente la cronologia di navigazione online – e non solo – ad un account collegato. Microsoft fa sapere che sta pianificando un corposo cambiamento nel suo funzionamento per rispettare il volere degli utenti.

“Tutti gli utenti Windows 10 riceveranno un aggiornamento per le funzioni parentali, con impostazioni di default più appropriate per gli adolescenti e diversificate per i ragazzi più piccoli”, scrive il dirigente Microsoft. “In aggiunta, stiamo lavorando su ulteriori metodi per migliorare le notifiche che bambini e genitori riceveranno riguardo i report delle attività su Windows”.

Microsoft non ha affrontato tutti i tasti mossi dagli utenti del nuovo Windows 10, tuttavia è certamente una buona notizia che la compagnia abbia iniziato ad imbastire un discorso sull’argomento della privacy. La società si è mostrata solerte a rispondere alle esigenze degli utenti, e si rivela apparentemente anche pronta a fugare tutti i loro dubbi. Se insoddisfatti, inoltre, gli utenti possono esprimere le loro perplessità sul sito ufficiale Microsoft o attraverso il programma Insider aperto al pubblico e, con Windows 10 inteso “come un servizio”, possono anche sperare che le proprie richieste vengano ascoltate.

 

Da Logitech tastiera meccanica con velocità di azionamento dei tasti superiore del 25%

Da Logitech tastiera meccanica con velocità di azionamento dei tasti superiore del 25%

“Logitech G presenta G410 Atlas Spectrum, la sua nuova tastiera meccanica compatta dotata di una velocità di azionamento tasti superiore del 25% rispetto alle tastiere meccaniche standard.”

Logitech G presenta G410 Atlas Spectrum

Logitech G410 Atlas Spectrum TKL Mechanical Gaming Keyboard offre maggiore resistenza e illuminazione RGB intelligente con design TKL. La tastiera è integrata anche con Arx Control, un’app Logitech G che consente di visualizzare una vasta gamma di informazioni in-game da dispositivo mobile.

Ma la principale caratteristica, stando ai proclami Logitech, riguarda la velocità di azionamento dei tasti, maggiore del 25% rispetto ad altre tastiere meccaniche. Ciò è merito degli switch meccanici Romer-G, i quali vantano un punto di azionamento a 1,5 mm.

Logitech parla di durata per 70 milioni di pressioni, “fino al 40% maggiore rispetto a quello che offre il mercato” e di illuminazione intelligente RGB sull’intero spettro. È infatti, possibile personalizzare l’illuminazione per ogni tasto da una tavolozza di 16,8 milioni di colori, oltre che sincronizzare gli schemi di illuminazione con gli altri dispositivi Logitech G.

Si tratta di una tastiera compatta, quindi non dotata di tastierino numerico, pensata espressamente per gli scopi di gaming e i LAN party. Senza il tastierino numerico o i tasti macro, infatti, si ottiene spazio supplementare che rende più agevoli i movimenti con il mouse.

Logitech G410 Atlas Spectrum sarà disponibile in Italia a partire da metà ottobre a un prezzo suggerito al pubblico di € 154,99 Iva inclusa. Altri dettagli si trovano sul blog di Logitech.

Windows 10, anche l’attivazione è cloud

Windows 10, anche l’attivazione è cloud

Il nuovo sistema operativo universale, mobile e cloud cambia le regole anche per quel che riguarda la procedura di attivazione, ora sempre più legata ai server remoti e potenzialmente semplificata in caso di reinstallazione.

 

windows

Fra le tante novità che caratterizzano la nuova era dei sistemi operativi “come servizi” aperta da Windows 10, quella riguardante l’attivazione dell’OS è una di quelle su cui Microsoft ha speso meno parole.

Una reticenza prevedibile che però nasconde cambiamenti di peso per gli utenti con l’ansia da reinstallazione.

Come nel recente passato (Windows 7, Windows 8.x), anche l’ultima versione dell’OS necessita dell’introduzione di una “product key” individuale in fase di installazione:

– una volta verificata la legittimità del codice, i server di Microsoft generano un identificativo (ID) per ogni installazione e lo salvano nel “cloud”.

L’ID di Windows 10 continua a essere ancorato all’hardware di base del sistema, ma grazie all’archiviazione in remoto la product key non è più indispensabile:

– a una successiva installazione, l’OS non chiederà più l’inserimento del codice limitandosi a ricevere la conferma di legittimità dai server (Azure?) di Redmond.

Per quanto riguarda l’influenza dei cambiamenti all’hardware del PC, infine, le regole che valgono per le vecchie versioni di Windows dovrebbero valere anche per Windows 10:

– sostituire la GPU PCIe discreta o un componente “secondario” non ha alcun effetto, mentre il cambiamento della scheda madre (a cui l’ID “cloud” è irrimediabilmente collegato) necessiterà della riattivazione dell’OS.

GitHub, nuovo client desktop unificato

GitHub, nuovo client desktop unificato

GitHub ha annunciato la disponibilità di un nuovo tool per PC Windows e Mac, un’interfaccia pensata per semplificare la collaborazione sui progetti software ospitati sui server del servizio.

gitup

Gli utenti di GitHub hanno a disposizione un nuovo client desktop per accedere ai loro progetti software preferiti, un tool chiamato prevedibilmente GitHub Desktop e che è destinato a sostituire i client singoli già disponibili per sistemi Windows e Mac OS X.

L’esperienza di GitHub Desktop sarà unificata su entrambe le piattaforme, dice l’azienda, permetterà di accedere facilmente alle “biforcazioni” del codice nei vari repository software, di collaborare e proporre una modifica al codice senza dover ricorrere alla riga di comando e di accorpare facilmente le branch disponibili locali e in remoto.

Al momento GitHub può contare sulla presenza di 25 milioni di progetti software tra i suoi repository online, mentre una mossa come il nuovo client desktop è evidentemente pensata per attirare l’interesse di quegli sviluppatori molto più portati a utilizzare un’interfaccia grafica che a dedicarsi alle gioie – e i dolori – della riga di comando.

In ogni caso la popolarità di GitHub è in crescita anche sul fronte degli account Enterprise, e la corporation si è recentemente assicurata 250 milioni di dollari di fondi aggiuntivi – per 350 milioni di dollari totali – da dedicare, secondo le intenzioni del CEO e co-fondatore Chris Wanstrath, a finanziare la crescita e l’espansione nelle vendite ma anche a prendersi qualche “rischio”.

Acer, il Cloudbook monta Windows 10

Acer, il Cloudbook monta Windows 10

acer Cloudbook

Il produttore taiwanese presenta i propri Cloudbook, dispositivi dalle caratteristiche hardware modeste e dalla forte propensione ad appoggiarsi ai server remoti del cloud. Windows 10 è in versione completa.

Acer ha comunicato le caratteristiche dei suoi nuovi Aspire One Cloudbook, un paio di sistemi ultraeconomici basati su hardware Intel e sistema operativo Windows 10. L’OS è completo ma lo storage non è granché, e non a caso i Cloudbook sono stati pensati soprattutto per un uso connesso in concomitanza con i servizi cloud.

I due modelli base di Aspire One Cloudbook includono un sistema con display (LCD-LED, risoluzione HD) da 11,6″ e uno da 14″, la CPU/SoC è in entrambi i casi un dual-core Intel Celeron N3050 così come la memoria di 2 Gigabyte, e sono equipaggiati con porte USB (una 3.0 e una 2.0), porta HDMI, connettività WiFi/Bluetooth, speaker e due microfoni integrati.

La batteria varia da quella a 4200 mAh e 2 celle del modello minore alla 4780 mAh (3 celle) del modello da 14″, mentre lo storage a stato solido (eMMC) integrato è configurabile fra i 16 e i 32 Gigabyte ed espandibile tramite scheda di memoria SD. Windows 10 Home, da solo, occupa in ogni caso 10 Gigabyte.

Per un sistema chiamato Cloudbook – marchio d’altronde non esattamente nuovissimo – è ovviamente prevedibile la disponibilità di un’offerta integrata di servizi telematici ad abbonamento, e i due nuovi dispositivi Acer includono giustappunto una sottoscrizione annuale a Office 365 Personal e un quantitativo di storage cloud su OneDrive variabile fra i 100GB e 1 Terabyte.

I “Chromebook killer” di Acer offrono l’esperienza “completa” di Windows 10 con in più l’accesso ai servizi remoti del cloud. La corporation asiatica ha deciso di commercializzarli con prezzi aggressivi: Aspire One Cloudbook 11 sarà disponibile in Europa da settembre con prezzi a partire da 269 euro, mentre Aspire One Cloudbook 14 sarà in vendita da ottobre a partire da 299 euro.

Windows 10, il giorno del lancio

Windows 10, il giorno del lancio

windows 10

Microsoft rispetta i piani fissati nelle scorse settimane avviando la distribuzione e la commercializzazione di Windows 10, un sistema operativo carico di aspettative, soprattutto dalle parti di Redmond. E, con ogni probabilità, ancora pieno di bug da scovare.

Il 29 luglio 2015 era la data prevista da tempo per il lancio ufficiale di Windows 10, e come da programma Microsoft ha messo in moto i server dedicati alla distribuzione del nuovo sistema operativo universale. Un sistema prevalentemente gratuito, per chi giù usa una versione “moderna” di Windows (dalla 7 in poi), o anche a pagamento (dai 119 dollari della variante “Home”) nelle confezioni disponibili nei negozi o sui nuovi PC, laptop e preassemblati.

Il lancio di Windows 10 riguarda qualcosa come 190 paesi in contemporanea, comunica Microsoft, anche se sui PC degli utenti che avevano “riservato” una copia dell’OS il download è cominciato anche prima della data ufficiale del 29 luglio. Il sistema è disponibile sia come upgrade incrementale di una vecchia release di Windows che come immagine ISO da cui creare un disco DVD o una chiavetta USB per l’installazione da zero.

Windows 10 è il miglior Windows di sempre, dichiara trionfalmente Microsoft nel presentare il nuovo OS, dotato delle caratteristiche familiari della genìa Windows (desktop, taskbar, il famigerato menu Start 2.0) ma anche di innovazioni sostanziali in quanto a sicurezza (la biometria di Windows Hello), un nuovo browser avanzato e al passo con gli standard del Web (Edge), l’assistente digitale Cortana, le librerie grafiche DirectX 12, l’integrazione con Xbox One, le funzionalità per le aziende, le app monofunzionali e giocose più popolari e tutto quanto è già stato ampiamente sviscerato in questi mesi.

Windows 10 è stato realizzato grazie al contributo di 5 milioni di beta tester del programma Insider e di alcuni, selezionati partner di terze parti della corporation di Redmond, rivela Mohammed Samji di Microsoft, cerca di accogliere i feedback ricevuti durante il periodo di sviluppo e apre, secondo il CEO Satya Nadella, una nuova era non solo per Microsoft ma anche per l’intera industria informatica.

Il nuovo Windows contribuirà a rendere “felici” gli sviluppatori e a far recuperare terreno al brand nel mercato dei gadget mobile, sostiene ancora Nadella, ma in realtà il compito principale di Windows 10 consiste soprattutto nel far dimenticare al mondo la venuta di Windows 8, sistema operativo bipolare che ha fatto discutere come e quasi più di Vista, con le sue funzionalità indesiderate, la doppia interfaccia e un menu Start a pieno schermo accolto con entusiasmi a dir poco scarsi.

Windows 10 dovrà risollevare Microsoft, in un modo o nell’altro, e la corporation dispensa volentieri le ragioni teoricamente capaci di giustificare l’upgrade del sistema al day one: riflessioni più prudenti mirano invece a consigliare un aggiornamento dilazionato nel tempo, visto che il nuovo OS è giocoforza destinato a sperimentare la sua bella percentuale di incompatibilità software/hardware e a manifestare la presenza di bug non ancora emersi fra i tester del programma Insider.

Che Windows 10, come tutti i Windows precedenti, sia un sistema operativo ancora carico di incognite lo dicono anche le prime recensioni comparse online, apparentemente concordi con Microsoft nel descrivere Windows 10 come “il miglior Windows di sempre” ma anche nell’identificare bug e controindicazioni per l’aggiornamento precoce a tappe forzate come vorrebbe Microsoft.

Windows 10, è bene sottolinearlo, è un sistema operativo progettato per imporre l’installazione degli update agli utenti consumer: la nuova impostazione ha già causato problemi prima ancora del debutto ufficiale, ed è quindi facile ipotizzare un lancio non esattamente indolore per tutti gli utenti di PC desiderosi di fare la conoscenza del nuovo Windows. Una fretta, prevedono gli analisti, che potrebbe essere temperata dal massiccio traffico di rete destinato a raggiungere picchi da 40 Terabit al secondo

OpenSSL, bug critico di giornata

OpenSSL, bug critico di giornata

open-sslOpenSSL, bug critico di giornata..

I ricercatori identificano l’ennesimo bug critico di OpenSSL, libreria vitale e super-bucata per le comunicazioni sicure su canali HTTP. Il rischio, in questo caso, non è a livello di Heartbleed.

OpenSSL ha un nuovo bug, una vulnerabilità potenzialmente sfruttabile per bypassare la protezione crittografica delle comunicazioni HTTPS. Almeno questa volta, però, il rischio non è così grave e i cyber-criminali non avranno a disposizione una nuova arma di “distruzione di massa telematica” sul genere di Heartbleed e piaghe similari.

Il nuovo baco (CVE-2015-1793) consiste in un controllo errato della legittimità di un certificato di sicurezza SSL/TLS, un mancato check-up che potrebbe portare all’abuso di un certificato autentico per la generazione di uno fasullo: il secondo certificato verrebbe considerato come autentico, e il cyber-criminale in questione potrebbe sfruttarlo per impersonare un qualsiasi sito Web per compromettere le comunicazioni e i dati dell’utente.

La vulnerabilità che si presta ad attacchi di tipo man-in-the-middle è stata scoperta dagli sviluppatori di BoringSSL, implementazione alternativa di OpenSSL con cui gli ingegneri di Google vorrebbero porre fine ai tanti problemi di sicurezza emersi in questi mesi e anni nella libreria crittografica più (ab)usata di Internet.

Fortunatamente per la sicurezza della suddetta Internet, però, la vulnerabilità CVE-2015-1793 è presente all’interno di versioni di OpenSSL usate raramente nei sistemi operativi enterprise e in particolare nelle release 1.0.2c, 1.0.2b, 1.0.1n e 1.0.1o.

Questa volta la superficie di attacco risulta essere ridotta, sul fronte del Web, mentre rischi sussistono per quelle app e quei software sviluppati individualmente e quindi potenzialmente basati su una versione di OpenSSL vulnerabile. In casi del genere la responsabilità dell’aggiornamento è ovviamente tutta dello sviluppatore.

 

Microsoft annuncia Minecraft: Windows 10 Edition Beta

Microsoft annuncia Minecraft: Windows 10 Edition Beta

Minecraft

La nuova versione dedicata a Windows 10 sarà disponibile dal prossimo 29 luglio e potrà essere scaricata gratuitamente da tutti coloro che possiedono già la versione basata su Java.

Gli oltre 20 milioni di giocatori che hanno già acquistato la versione originale basata su Java potranno procedere gratuitamente al nuovo download, mentre chi non lo ha ancora fatto troverà Minecraft: Windows 10 Edition Beta su Windows Store a partire dal 29 luglio al prezzo di $10. Si tratta del primo passo verso la creazione di una versione unificata di Minecraft, accessibile allo stesso modo da ogni piattaforma.

Tutte notizie che si apprendono dal blog di Windows e che ovviamente sono propedeutiche all’arrivo della versione definitiva dello stesso Windows 10. Minecraft ora è disponibile su una moltitudine di formati, ovvero Windows, Mac, Windows Phone, iOS, Android, Xbox 360, Xbox One, PS3, PS4 e PS Vita, e su ciascuna di queste piattaforme sono disponibili le due modalità di gioco principali: Creativa e Sopravvivenza. La prima serve a esprimere la creatività dei giocatori, la seconda a costruire al fine di proteggersi dagli attacchi dei mostri.

La nuova versione consente di giocare con altri sette amici all’interno della stessa sessione di gioco, sia online che in multiplayer locale. I giocatori possono scegliere anche il loro schema di controllo preferito, passando in qualsiasi momento dalla modalità touch ai controlli con gamepad o tastiera. All’interno dell Windows 10 Edition c’è anche il GameDVR integrato per condividere online i momenti di gioco e non mancano meccanismi di feedback che i giocatori possono usare per contribuire allo sviluppo di Minecraft.

Ma non sono le uniche novità a proposito di Minecraft, visto che nel fine settimana si è svolto a Londra il Minecon 2015, organizzato da Mojang per condividere con i fan tutti i più recenti sviluppi sulle caratteristiche di gioco di Minecraft.

Mojang si è concentrata soprattutto sulla dimensione finale del gioco, che sarà nettamente ampliata rispetto alla versione attuale. Il Drago dell’End sarà molto più difficile da sconfiggere e potrà essere rianimato creando e collocando dei cristalli sulla sommità di una serie di pilastri. La dimensione finale non si costituirà solo di un’isola, ma di tante isole che sarà possibile raggiungere solo dopo aver trovato quello che Mojang definisce “The End Gateway”.

Molte mod l’hanno già introdotta, ma sarà presto presente anche nella versione di base di Minecraft. Ci riferiamo alla modalità dual-wielding, ovvero alla possibilità di usare due attrezzi o due armi contemporaneamente, uno per mano. I giocatori potranno così andare in giro, ad esempio, con una torcia e un’ascia, con una spada e uno scudo o, ancora, con due scudi.

Le frecce spettrali, invece, permetteranno di evidenziare gli oggetti e di scorgerli dalla distanza. Quando saremo colpiti da una di queste frecce, inoltre, sarà pressoché impossibile scappare dal nemico.

Al Minecon 2015 è stato mostrato anche il trailer di Mincecraft: Story Mode, la nuova serie a episodi di Telltale che conferirà a Minecraft una connotazione narrativa. Mojang e Telltale stanno lavorando insieme su questo progetto, in modo da individuare una storia che possa rispettare il concetto di gioco originale. Anche alcuni storici membri della community di Minecraft stanno offrendo il loro contributo in modo da rendere “la Story Mode il più possibile aderente a Minecraft”.

I giocatori prenderanno il controllo di Jesse, un personaggio inserito nell’universo di Minecraft. Jesse è inesperto in Minecraft e impara a conoscere questo vastissimo universo grazie all’aiuto di altri suoi amici con maggiore esperienza.

Kaspersky è vittima di un cyber-attacco

Kaspersky è vittima di un cyber-attacco

La security enterprise moscovita denuncia di avere subito un attacco estremamente sofisticato, evidentemente condotto da un non meglio precisato stato nazionale allo scopo di appropriarsi delle tecnologie della società.

Kaspersky

La cattiva notizia è che siamo stati attaccati sui nostri stessi network interni, ha spiegato il CEO e presidente di Kaspersky Eugene Kaspersky, ma la buona è che non c’è stata (apparente) compromissione dei potenziali bersagli degli attaccanti. La security enterprise russa ha battezzato l’attacco “Duqu 2.0”, classificandolo come l’iniziativa di un gruppo ben organizzato con alle spalle un governo nazionale “ostile” e che gioca sporco.

Esattamente come l’attacco originale risalente al 2011, Duqu 2.0 è un attacco estremamente sofisticato pensato per sfruttare diverse vulnerabilità zero-day, una minaccia che si pone “una generazione avanti a qualsiasi cosa” Kaspersky abbia mai visto, e con spiccata vocazione all’invisibilità.

Gli autori di Duqu erano interessati a scoprire i “segreti” dietro le tecnologie di sicurezza più avanzate sviluppate o in via di sviluppo nei Kaspersky Lab, dice la società; gli ignoti cracker hanno poi sfruttato lo stesso malware per infettare altri obiettivi sensibili come i partecipanti ai negoziati internazionali sul programma nucleare iraniano.

L’operazione di cyber-spionaggio Duqu 2.0, almeno nel caso di Kaspersky, non avrebbe raggiunto gli obiettivi prefissati e i segreti della security enterprise sono rimasti tali, stando almeno a quanto sostiene Eugene Kaspersky. Positivo, poi, è il fatto che gli analisti si siano accorti dell’esistenza della minaccia nonostante la sua complessità e raffinatezza.

Quello che invece risulta essere “semplicemente oltraggioso”, dice ancora Kaspersky, è che un governo abbia finanziato una squadra di cracker per compromettere un’azienda che fa della difesa della sicurezza informatica il suo focus esclusivo: Kaspersky condivide informazioni cruciali per combattere il cyber-crimine con le autorità internazionali. Nuove regole globali contro il cyber-spionaggio e il cyber-warfare sono vieppiù necessarie, conclude il fondatore della security company.

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