Surface Hub, megaschermo con Windows 10

Surface Hub, megaschermo con Windows 10

Microsoft ha presentato ufficialmente uno dei prodotti in arrivo assieme a Windows 10, dispositivo dotato di schermo a dir poco generoso, dedicato alle aziende.

Surface Hub

Di Surface Hub si conosce l’esistenza già da tempo, e ora Microsoft è tornata sulla questione con una campagna promozionale indirizzata al tipo di utenza per cui il colossale “PC da parete” con mega-schermo è nato: Hub è per le aziende, dice Redmond, e favorisce la collaborazione tra gruppi di lavoro. E magari l’acquisto di nuovi prodotti e servizi marcati Microsoft.

La storia di Surface Hub parte dall’acqusizione di Perceptive Pixel avvenuta qualche anno fa, e include uno sforzo ingegneristico non indifferente votato a trasformare in realtà la “vision” del responsabile del progetto Jeff Han: Hub è dotato di uno schermo multi-touch di dimensioni che raramente si vendono anche sui TV-set più costosi, e per di più dietro il suddetto schermo c’è un vero e proprio computer dotato di tutto il necessario per gestire Windows 10 in risoluzione Ultra HD/4K.

Surface Hub è il sistema ideale per lavorare in gruppo nelle aziende grandi e piccole, sostiene Microsoft, permette di prendere appunti con le stilo digitali direttamente sullo schermo-parete, di condividere dati e app con gli altri dispositivi appartenenti all’ecosistema Microsoft e anche di supportare i prodotti tecnologici e il software pensato per girare su computer.

Che Surface Hub rappresenti un prodotto esclusivamente destinato al mercato enterprise è evidente anche dal prezzo, visto che si parla di un esborso minimo di 7mila dollari per la versione da 55″ o di ben 20mila dollari per la variante “gigante” con schermo da 84 pollici. Nessuno vieta l’acquisto di un “mostro” del genere ai privati dotati di fondi sufficienti, mentre per quanto riguarda la disponibilità si parla dell’arrivo quasi in contemporanea con Windows 10 presso Windows Store fisici.

Nonostante i fondi e gli sforzi non indifferenti (con tanto di unità produttiva speciale aperta nell’Oregon) che sono stati necessari alla sua realizzazione, Surface Hub è prevedibilmente destinato a essere un prodotto di nicchia con vendite ridotte: la speranza di Microsoft è che, oltre ai ricavi provenienti dalla vendita diretta, il mega-tablet da parete invogli le aziende a usare sempre più servizi e prodotti di Redmond in futuro.

Recensione MacBook 12 (2015), il bello dei compromessi

Recensione MacBook 12 (2015), il bello dei compromessi

Il MacBook è un bellissimo notebook, leggero, compatto e di alta qualità, ma richiede una serie di compromessi che non tutti accetteranno. Tuttavia, se volete il prodotto Apple migliore dalla massima portabilità, è quello che fa per voi.

MacBook 12 (2015)

Con un peso di 907 grammi e uno spessore di 13,1 millimetri il MacBook è uno dei notebook più sottili e leggeri mai realizzati. Ed è anche il primo MacBook da 12 pollici con schermo Retina da 2304 x 1440 pixel.

 

Debian 8 Jessie

Debian è una delle distribuzioni madre più longeve di sempre, nonché quella che sul suo ciclo di sviluppo non ha mai dato certezze: fin dall’inizio chi tiene le redini della distro ha sempre affermato che le nuove versioni stabili vengono rilasciate “quando sono pronte“, eliminando quindi il rischio di far parlare (male) la community a causa di ritardi inattesi e di incappare in malfunzionamenti a posteriori dovuti alla fretta di rispettare le scadenze.

Ed oggi, 26 Aprile 2015, il ramo stabile si aggiorna con una distribuzione pronta.

Dopo poco più di due anni di sviluppo ha visto ufficialmente la luce il sistema operativo Debian 8 “Jessie”, che porta con sé una marea di aggiornamenti e bugfix ma, soprattutto, una new entry che tanto ha fatto chiacchierare – o meglio, arrabbiare – la comunità. Ma andiamo con ordine.

Innanzitutto guardiamo agli aggiornamenti core: il kernel di Debian 8 è il 3.16.7, affiancato nei vari flavor dai desktop GNOME 3.14, KDE Plasma 4.11.13 e Xfce 3.10; aggiornamenti anche per il parco applicativo, che porta Apache alla versione 2.4.10, GCC alla versione 4.9.2, il browser Iceweasel alla versione esr 31.6, la suite LibreOffice alla versione 4.3.3, il database MySQL alla versione 5.5.42 e numerosissimi altri aggiornamenti per gli oltre 43.000 pacchetti software presenti nei repository.

In Debian 8 vediamo un ulteriore miglioramento al supporto per la nuova interfaccia d’avvio UEFI: arriva in via ufficiale il supporto per i sistemi UEFI a 32 bit ed il supporto per i kernel a 64 bit sul firmware UEFI a 32 bit (quest’ultimo, però, soltanto per le immagini multi-arch).

E in ultima, ma non di minore importanza, la notizia che a malincuore o meno l’intera comunità open source si aspettava: Debian 8 Jessie manda definitivamente in pensione upstart ed adotta systemd come gestore dell’avvio del sistema, materializzando definitivamente le speranze dei “progressisti” e le paure di tutti quei “conservatori” che, considerando il tutto una minaccia all’integrità del kernel Linux a causa della scarsa modularità dell’intero meccanismo, avevano scatenato una delle “guerre” più accese di sempre materializzatasi poi con un fork del sistema operativo.

Debian 8 ‘Jessie’ è disponibile sotto forma di immagine installabile per un totale di 10 architetture – i386, x86-64, PowerPC, MIPS, MIPSEL, IBM S/390, ARM, armel, armhf e arm64 – e sotto forma di sistema live (con possibilità di installazione) per le architetture i386 e x86-64. E’ possibile scaricare Debian 8 ‘Jessie’ direttamente dal link in basso:

DOWNLOAD | Debian 8 ‘Jessie’ (HTTP, immagini installabili)

DOWNLOAD | Debian 8 ‘Jessie’ (HTTP, immagini live per sistemi x86 e x86-64)

L’aggiornamento dalla versione stabile precedente ‘Wheezy’ sarà come al solito disponibile automaticamente tramite il gestore APT.

 

Linux Mint 17.1 “Rebecca”

 

Descrizione: Linux Mint è una distribuzione GNU/Linux per personal computer, conosciuta per la sua facilità d’uso e per la semplicità di installazione. Si basa su Ubuntu (a sua volta basata su Debian) e usa sia repository propri sia quelli di Ubuntu. Attualmente Linux Mint viene distribuito ufficialmente in 4 versioni desktop: Cinnamon, Mate, Kde e Xfce.

Ultima versione: Linux Mint 17.1, codename “Rebecca”

Basata su: Debian, Ubuntu (LTS)

Origine: Ireland

Architecture: i386, x86_64

Desktop: Cinnamon, GNOME, Kde, Mate, Xfce

Pacchetti: La distribuzione utilizza pacchetti software in formato .deb e adotta come gestore degli stessi il programma da riga di comando APT (Advanced Packaging Tool). In ambiente grafico il programma deputato alla gestione dei pacchetti è Synaptic.

Curiosità: Linux Mint, fin dalla sua prima release, usa nomi femminili per il nome in codice delle sue versioni.

Sito Ufficiale: Linux Mint

Gigabyte Z97X-Game Plus, nuova motherboard pronta per CPU Broadwell

Gigabyte Z97X-Game Plus, nuova motherboard pronta per CPU Broadwell

La Z97X-Game Plus è una nuova scheda madre di Gigabye con tre slot PCI Express 3.0 e socket LGA 1150. Permette configurazioni 3-Way CrossFire o 2-Way SLI.

Gigabyte Z97X-Game Plus

Gigabyte ha presentato una nuova scheda madre, la Z97X-Game Plus, che sembra un perfetto abbinamento per configurazioni dotate di schede video GeForce. Questo si deve al colore nero e verde della motherboard, che ricorda per l’appunto i colori di Nvidia. Per i modder attenti anche a questa caratteristica è senz’altro una scelta più a disposizione.

Per quanto concerne le caratteristiche tecniche la GA-Z97X-Game Plus è dotata di socket LGA 1150 compatibile con CPU Intel Core di quarta e quinta generazione, Haswell e le future Broadwell. Il regolatore di tensione è dotato di otto fasi. Per quanto concerne l’alimentazione c’è il classico connettore ATX a 24 pin e un connettore EPS a otto pin.

La motherboard è dotata di quattro slot per memorie DDR3 e tre PCI Express 3.0 x16, configurabili in modalità x8, x4 e x4, il che esclude quindi la possibilità di realizzare configurazioni 3-way SLI (come riportato in questo articolo), mentre non ci saranno problemi per quanto riguarda il CrossFireX con più schede. Questa soluzione è dotata anche di tre slot PCI Express 2.0 x1 e uno slot PCI.

Per quanto riguarda l’archiviazione sono presenti sei porte SATA 6Gbps, un SATA Express e uno slot M.2 (PCIe 2.0 x2). A completare la dotazione, caratterizzata da soluzioni esclusive Gigabyte, troviamo l’audio HD gestito da un codec Realtek ALC1150 con amplificatore integrato, una porta Gigabit Ethernet amministrata da un chip Killer E2200, sei porte USB 3.0 e due BIOS.

L’azienda taiwanese non ha svelato il prezzo e la disponibilità della Z97X-Game Plus sul mercato, ma è lecito attendersi un listino tra i 120 e i 150 euro, simile ad altri prodotti a catalogo.

Falla nei router Netgear, si entra facilmente

Un ricercatore ha individuato un difetto nei router Netgear che permette l’accesso anche senza la password. L’attacco è possibile anche via Internet e mette a rischio i computer collegati al router.

router Netgear

Molti router Netgear hanno una falla di sicurezza che permette di estrarre la password generale e quella del Wi-Fi. La vulnerabilità si può sfruttare tanto tramite rete locale quanto via Internet se è attiva l’amministrazione remota del dispositivo – un’impostazione che generalmente è disattivata di default.

A individuare il difetto è stato Peter Adkins, che spiega di aver contattato Netgear per spiegare il problema senza tuttavia ottenere attenzione. Il difetto sarebbe legato all’applicazione Netgear Genie, che serve per gestire il router tramite smartphone o PC.

A quanto pare quest’applicazione permette di accedere al router anche senza possedere i dati di accesso, e ottenere così la password di amministrazione, i nomi e le password delle reti Wi-Fi, il modello e il numero di serie del router stesso.

I modelli che soffrono di questa vulnerabilità sono Netgear WNDR3700v4, WNDR3700v4, WNR2200 e WNR2500. Secondo Adkins però potrebbero essere colpiti anche altri prodotti, come WNDR3800, WNDRMAC, WPN824N e WNDR4700, che usano lo stesso software.

l rischio è relativamente contenuto per i router in cui non è attiva l’amministrazione remota, cioè via Internet. In questi casi è necessario collegarsi alla rete locale per sfruttare la vulnerabilità in questione. In alternativa un intruso potrebbe infettare uno dei PC collegati con uno specifico malware e poi attaccare il router. Chi invece ha attivato l’amministrazione remota è maggiormente esposto, e il consiglio è quindi di disattivare tale funzione se si possiede uno dei modelli citati.

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