Lampi di Cassandra/ Maledetti Hacker reloaded

Lampi di Cassandra/ Maledetti Hacker reloaded

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Borse ferme e aerei a terra: i giornalisti della TV estiva invocano maledetti hacker. Mentre le conseguenze della violazione ai danni dei sistemi di maledetti cracker al soldo dei governi passano quasi inosservate.

Settimana calda per i 24 incombustibili lettori: non ovviamente in senso meteorologico. Non interessa più di tanto parlare nello specifico degli eventi “digitali” che hanno reso la settimana incandescente in senso informatico.
In primis la diffusione di “informazioni riservate” di una nota ditta milanese specializzata nella produzione di… beh, di “captatori informatici”, che è stata appunto hackerata da dei maledetti hacker, che hanno messo in giro un interessante file di 400 GB; sulle possibili conseguenze della divulgazione di questo materiale, ha ben argomentato Matteo Flora.

Non interessa nemmeno direttamente la notizia che la borsa di New York sia andata in tilt e si sia bloccata per ore a causa di problemi informatici.

Non interessa nemmeno che la United Airlines abbia per motivi simili dovuto mettere a terra i suoi aerei per la seconda volta in un mese.

L’attenzione di Cassandra è stata attratta da quello che è passato in TV (le testate giornalistiche stavolta si sono comportate meno peggio).
Della sfrenata ricerca (non caccia) dei maledetti hacker.

Dotti tuttologi denunciavano che erano stati gli hacker, e che comunque se non lo erano stati lo sarebbero stati la prossima volta perché “tutto è hackerabile” (interessante concetto, scaturito probabilmente per caso come nella storiella della scimmia che batte sulla macchina da scrivere).
Giornalisti che intervistavano chiunque, pregandolo quasi in ginocchio, per favore, di dire che erano stati i maledetti hacker. O se non loro i cyberterroristi. Di non rispondere che fosse stato un bug di un software od il guasto di un router in sistemi ormai ipercomplessi e difficilmente gestibili, come quelli del trading ad alta velocità o dello smistamento bagagli. Per carità, che non fosse un “semplice” guasto.

Niente notizia per i “giornalisti”, in questo caso.
Più che di caccia ai maledetti hacker, si potrebbe parlare di questua per un hacker, anche piccolo piccolo e nemmeno tanto cattivo, da poter mettere in prima pagina… Invece niente! Poveri giornalisti con tutte quelle pagine e tutti quei minuti da riempire…

Nel frattempo, quello che era successo alla nota ditta milanese gravitava tra gli addetti ai lavori, ma le conseguenze della violazione rimanevano estranee, benché facilmente comprensibili anche ai non informatici.
È un po’ come se avessero rubato qualche quintale di plutonio già confezionato in semisfere cave.

Ma son dettagli. Date a quei poveri giornalisti qualche maledetto hacker.
Lo hanno chiesto persino ad Obama!