Fotor Photo Editor

Fotor Photo Editor

Fotoritocco multipiattaforma con filtri preconfezionati, ma con funzioni interessanti. Provato per OSX.

Fotor Photo Editor

Con Apple, si sa, per avere la migliore integrazione tra computer, mobile e cloud, occorre utilizzare i prodotti di Cupertino; ma proprio a Cupertino hanno ideato il concetto di App Store, che porta con sé la possibilità di utilizzare molte più applicazioni per realizzare quel che si vuole, e questo concetto vale anche per i software di fotoritocco, campo in cui la casa della Mela si è sempre distinta.
L’applicazione di cui parliamo oggi è Fotor, software che non ha certo la pretesa di volersi sostituire a Foto di Apple (il cui scopo è principalmente quello di archiviare le proprie foto e permetterne la condivisione in cloud con tutti i dispositivi Apple) ma piuttosto quello di realizzare delle operazioni complementari rispetto a ciò che può fornire il software incluso in OSX.

Compatibile per OS X 10.6 e successivi (64 bit), Fotor consente fondamentalmente di effettuare tre tipi di operazione: modificare un’immagine, realizzare un collage di più foto, o eseguire un’operazione “batch” capace di applicare una serie di modifiche ad un insieme di foto. L’editor offre un’interfaccia molto semplice ed immediata che consente di scegliere tra numerose opzioni di regolazione dell’immagine e un numero anche più ampio di filtri ed effetti per ogni gusto. Il rovescio della medaglia è che questi effetti non offrono alcuna opzione di personalizzazione, se non sull’intensità dell’applicazione del filtro stesso. Rispetto a Foto di OSX ci sono molti più filtri, ma sono tutti preconfezionati senza opzione di scelta: prendere o lasciare, soluzione che sicuramente farà storcere il naso a chi preferisce un approccio più personale alla post-produzione fotografica.La seconda modalità di lavoro di Fotor è quella che offre la possibilità di realizzare una composizione fotografica con più immagini, opzione totalmente preclusa in Foto (a meno di realizzare album o calendari da stampare). Anche qui le opzioni sono semplici e immediate, ed è anche possibile effettuare dei piccoli aggiustamenti sulle foto utilizzate nel collage.L’ultima modalità di lavoro di Fotor è quella forse più potente: in un colpo solo potete dare in pasto al software una cartella di immagini e richiedere che vengano applicate a tutte le foto che essa contiene una serie di modifiche, che possono riguardare sia le comuni operazioni di ridimensionamento o conversione, sia l’applicazione di uno o più effetti di quelli messi a disposizione dell’applicazione. Si tratta una funzione estremamente utile in molte circostanze, per esempio quando si deve preparare una lunga serie di immagini per il web, secondo determinati standard di formato e dimensione.

Infine, una delle caratteristiche apprezzabili di Fotor è che possiamo trovarlo su tutte le piattaforme, fra cui iOS e Android per il mobile, e Windows: chi apprezza gli strumenti che offre, li può ritrovare pressoché identici in ogni sistema.

Screenshot Facile

Screenshot Facile

Per catturare schermate dal proprio dispositivo Android, e personalizzare l’acquisizione.

Screenshot Facile

A volte capita che si voglia “catturare” il contenuto del display del proprio dispositivo e salvarlo come immagine.
Può essere utile, ad esempio, al programmatore che deve mostrare il layout della sua nuova app, all’utente che ha la necessità di condividere con un centro di assistenza lontano il modo in cui si manifesta un malfunzionamento software o agli autori di un post come questo che devono documentare con immagini la recensione di un’applicazione.

Nonostante sia possibile catturare screenshot senza bisogno di software aggiuntivi, Screenshot Facile è un’app che svolge questo compito e lo fa così bene da essersi conquistata una discreta fama tra l’utenza Android. Realizzare uno screenshot è un po’ come fotografare, pertanto l’applicazione deve fornire dei meccanismi di scatto comodi. In questo caso, si dovrà tenere premuto per almeno due secondi contemporaneamente il tasto accensione e quello per l’abbassamento del volume o, in alternativa, tasto accensione e Home. Prima di svolgere l’operazione si deve però attivare il servizio che gira “dietro le quinte” semplicemente cliccando il pulsante che si trova aprendo l’interfaccia di Screenshot Facile.Il comportamento dell’app può essere personalizzato mediante una serie di opzioni raggiungibili da un menù interno. Curano vari aspetti sia relativi all’interfaccia sia relativi al funzionamento.Tra questi ultimi si può impostare l’avvio al boot del servizio di acquisizione, il formato dei nomi di file, la loro estensione (di default gli screenshot sono PNG) o la collocazione del salvataggio (default: la cartella Pictures della memoria di massa).
Come si è detto all’inizio non tutti gli utenti hanno la necessità di dover catturare il contenuto del display, ma qualora capitasse si cercherà un programma semplice, gratuito e efficiente proprio come Screenshot Facile.

 

 

Sigma 24-35mm F2 Art, nuovo zoom grandangolare luminoso per Full Frame

Sigma 24-35mm F2 Art, nuovo zoom grandangolare luminoso per Full Frame

sigmaSigma annuncia uno zoom grandangolare con apertura di diaframma record, che potrebbe fare la gioia di molti paesaggisti. Si aggiunge all’apprezzato 18-35mm F1.8 per APS-C e, secondo Sigma, offrirà una qualità analoga a quella dei 24mm e 35mm Art a focale fissa.

Sigma ha annunciato un nuovo obiettivo della famiglia Art. Si tratta questa volta di uno zoom grandangolare 24-35mm ad apertura costante f/2, il 24-35mm f/2 DG HSM Art.

Un obiettivo che si propone dunque di sostituire i “prime” grandangolari più gettonati, come il 24mm e il 35mm, e che secondo la stessa Sigma ha prestazioni ottiche paragonabili proprio ai due noti e riconosciuti 24mm f/1.4 Art e 35mm f/1.4 Art di casa.

Un obiettivo simile (18-35mm f/1.8) è già disponibile da qualche tempo per le reflex APS-C. Ora, anche chi utilizza corpi macchina Full Frame può avere una soluzione analoga e, anche in questo caso, si tratta di una primizia: nessun altro zoom grandangolare offre infatti un’apertura costante tanto elevata.

Lo schema ottico è un’orgia di elementi speciali: lenti asferiche di grande diametro, non alla portata di tutti i costruttori, un elemento a bassa dispersione FLD (F Low Dispersion, a sottolineare prestazioni analoghe agli elementi alla fluorite) e ben 7 a bassa dispersione SLD (Special Low Dispersion), due dei quali hanno superfici asferiche.

La messa a fuoco interna (l’elemento frontale non si estende né ruota, favorendo così l’uso di filtri polarizzatori) è guidata dal “solito” motore HSM, che consente la correzione manuale in qualunque momento.

La minima distanza di messa a fuoco è pari a 28cm, per un ingrandimento massimo di 1:4.4. Il diaframma a 9 lamelle arrotondate si chiude fino a f/16, e anche per questo obiettivo sono disponibili i consueti servizi accessori della nuova linea Sigma: docking station USB e servizio di cambio innesto (disponibili le versioni per Canon, Nikon e Sigma). Il prezzo non è ancora stato annunciato.