Cisco prevede il futuro del mobile

Cisco prevede il futuro del mobile

La corporation statunitense aggiorna le sue previsioni sui trend della connettività prossima ventura, con il mobile a giocare un ruolo sempre più da protagonista. Crescono le connessioni, la velocità e i dati consumati.

 Cisco Systems ha pubblicato la nuova versione del suo Visual Networking Index (VNI) Forecast, studio periodicamente aggiornato che illsutra i trend di crescita della connettività globale da qui ai prossimi cinque anni. Di particolare rilevanza, nell’edizione 2017, il VNI per le reti mobile con un’evoluzione (prevista) del mercato a dir poco sostenuta.

Entro il 2021, sostiene Cisco, il traffico dati veicolato dalle reti mobile raggiungerà i 49 exabyte mensili o 587 exabyte annuali, uno scambio di informazioni che rappresenterà il 20 per cento di tutto il traffico IP contro l’8 per cento attuale. In cinque anni il traffico mobile sarà cresciuto di 122 volte rispetto a quello generato nel 2011, anche se le diverse macro-aree del pianeta contribuiranno in maniera diversa.

Il traffico generato da Medio Oriente e Africa dovrebbe infatti sperimentare in incremento di 12 volte rispetto a quello attuale, prevede ancora il produttore americano, in Asia e Pacifico si assisterà a un aumento di 7 volte mentre America Latina ed Europa cresceranno di sei volte. Negli States l’aumento sarà “appena” del 500 per cento.

I fattori che più contribuiranno all’esplosione del mobile includono la crescita degli utenti che fanno uso delle reti cellulari – 5,5 miliardi nel 2021, 4,9 miliardi nel 2016 – il numero di dispositivi interconnessi – 12 miliardi contro 8 – e reti più veloci con una media di 20,4 Mbps contro gli attuali 6,8 Mbps.

Cisco prevede infine una crescita significativa della connettività “machine-to-machine” (M2M), ambito nel quale i bot la faranno da padroni e la Internet delle Cose contribuirà a intasare il 29 per cento di tutte le connessioni mobile (3,3 miliardi) contro l’attuale 5 per cento (780 milioni). Nel 2021 le reti 4G saranno la maggioranza (58 per cento contro il 26 per cento del 2016) contro un magrissimo 1,5 per cento del 5G, anche se la quantità di traffico generata sarà ovviamente molto superiore.

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