Samsung, avanti tutta con NVMe nel settore SSD

Samsung, avanti tutta con NVMe nel settore SSD

Prosegue ininterrotta la marcia di Samsung nel settore SSD, come è emerso nel corso del recente 2015 Samsung SSD Global Summit. Il colosso coreano mette in mostra alcune strategie e tratteggia un futuro sempre più incentrato sulle memorie Flash in ambito storage, con prezzi destinati a calare ancor.

Samsung, avanti tutta con NVMe nel settore SSD

 

Appuntamento annuale a Seoul, Korea del Sud, con il 2015 Samsung SSD Global Summit, nel quale l’azienda coglie l’occasione per presentare nuovi SSD e offrire diversi approfondimenti che vanno dal mercato ai dettagli tecnici, fornendo una panoramica a tutto tondo sui nuovi prodotti e anche per quelli che verranno.  Lo slogan di quest’anno, più volte sottolineato, parla del marciare in una nuova era, facendo riferimento al superamento dell’interfaccia SATA 3 con i limiti del caso (ovvero i 600MB al secondo teorici).

Cerchiamo di fare un rapido punto della situazione: attualmente gli SSD più venduti in ambito consumer sono quelli con form factor da 2,5 pollici, acquistati come aggiornamento di un sistema già posseduto e dotato di hard disk meccanico. Interessati all’aggiornamento sono sia i sistemi desktop che quelli portatili, che possono così contare su una “seconda vita”, per giunta con prestazioni nettamente superiori rispetto a quando erano nuovi.

A margine dei 2,5 pollici ci sono anche i formati mSATA, ovvero delle schedine che integrano la stessa componentistica degli SSD da 2,5 pollici, comunque dotati di interfaccia SATA. Attualmente questa interfaccia costituisce un vero e proprio limite alle potenzialità dei moderni controller e chip NAND Flash, come testimonia l’allineamento più o meno generalizzato degli SSD SATA in commercio intorno ai 550MB al secondo massimi.

Perché non è facile andare oltre? Fino ad oggi sono mancate strategie uniche, ma ci si è un po’ arrabattati proponendo un nuovo form factor, M.2, che però da solo non basta a considerare il problema risolto. Esistono infatti SSD M.2 che sono comunque SATA, altri che sfruttano l’interfaccia PCIe ma solo parzialmente, altri ancora che invece si spingono a sfruttare 4 linee PCIe. Detto in altre parole: un SSD M.2 non è per forza diverso da un SATA 2,5 pollici; può esserlo, ma non è per nulla scontato.

Quando Samsung parla di “marciare in una nuova era” lo fa pensando al rinnovo delle piattaforme sia hardware che software, un’operazione che è appena iniziata. Stiamo parlando delle nuove piattaforme Intel per processori Skylake (hardware) e Microsoft Windows 10 (software), un ecosistema che può garantire per certo l’utilizzo del protocollo NVMe anche in ambito consumer, e con questo cambiare marcia al proprio sottosistema di storage basato su SSD. Ecco perché.

 

Apple e Samsung lavorano alla SIM virtuale

Apple e Samsung lavorano alla SIM virtuale

Apple-Sim

I due colossi del mobile sarebbero impegnati nella definizione di uno standard comune per le schede SIM virtuali, hardware “embedded” presumibilmente destinato a sostituire le schede-operatore rimuovibili nei prossimi anni.

Stando alle indiscrezioni pubblicate dal Financial Times, Apple e Samsung avrebbero avviato un’iniziativa di standardizzazione per le SIM card virtuali, una tecnologia ancora poco diffusa che promette maggior praticità d’uso all’utente e (soprattutto) un controllo ancora più stringente sull’hardware ai produttori.

Con la SIM virtuale direttamente integrata in un gadget mobile, infatti, le configurazioni necessarie a passare da un operatore cellulare all’altro verrebbero gestite via software e il design del dispositivo non dovrebbe prendere in considerazione la necessità dell’alloggiamento per una scheda sostituibile dall’utente.

Lo standard “e-SIM” su cui lavorano Apple e Samsung dovrebbe essere pronto entro il 2016, dicono le succitate indiscrezioni, e dal gruppo industriale GSM Association arriva la conferma che, oltre i due produttori di cellulari e gadget mobile, sono della partita anche i carrier internazionali più importanti come AT&T, T-Mobile, Deutsche Telekom, Vodafone, Telefonica, Orange e via elencando.

La partecipazione di Apple e Samsung non è però ancora garantita, e con l’azienda americana ci sarebbero in particolare ancora in corso colloqui per un accordo “formale” sullo standard. La SIM virtuale è d’altronde una tecnologia su cui Cupertino ha già investito, con i primi gadget (iPad Air 2) dotati di SIM virtuale in commercio dal 2014.